CAPSDA in biblioteca

Agosto 30, 2007 on 9:44 am | In Biblioteche | 7 Comments

Ho avuto modo di provare le postazioni del Progetto Capsda, nel mio caso all’interno della biblioteca di Elmas.

I computer dedicati a Capsda richiedono innanzitutto una autenticazione per permettere di accedere al sistema operativo.
Deve essere fatta una registrazione, con l’aiuto dell’operatore preposto, che risulta essere semplice e rapida. Con la registrazione veniamo iscritti nell’elenco degli utilizzatori del servizio, a livello regionale erano circa un migliaio nel momento in cui la ho fatto io.
Dopo aver ricevuto utente e password (quest’ultima va cambiata al primo accesso) ho potuto autenticarmi sulla postazione. La procedura di verifica della mia autenticazione è stata molto lenta, oltre 5 minuti di attesa mentre il sistema dialoga con un server LDAP.

All’avvio del sistema ho avuto la prima sorpresa: si tratta di macchine con Linux! Precisamente con la distribuzione SUSE. Personalmente condivido la scelta di usare Linux, perchè non ha costo di licenza, e soprattutto perchè è un software libero.
Ma ho dei seri dubbi sulla pazienza degli utenti per imparare ad usarlo. Tutti sono abituati ad usare Windows, se mettete Linux dovreste pensare anche ad una attività di alfabetizzazione che insegni almeno le basi.

Un utente che viene in biblioteca per usare su Capsda un programma di videoscrittura o foglio di calcolo, dove li trova e come funzionano? Quando navigando su internet deve salvare o stampare una pagina come fa?

Altra questione è che pare che le macchine non siano configurabili a livello di amministratore, quindi la personalizzazione in base alle esigenze della singola biblioteca non è possibile. Ma se la biblioteca ha un amministratore che conosce Linux (caso molto raro certo) non potrebbe modificare le postazioni Capsda?

Per esempio non è consentito collegare pendrive usb. Anche in questo caso, tutte le persone che vogliono salvare i propri documenti e portarseli a casa non possono farlo.

In conclusione, penso che ci siano molte questioni che Capsda dovrebbe risolvere per poter essere un servizio pienamente utile agli utenti delle biblioteche.

Voi che ne pensate?

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Tecnico per la catalogazione di beni storico-culturali archivistici con metodologia informatica

Agosto 21, 2007 on 11:23 pm | In Biblioteche | No Comments

Questa è la dicitura di un corso di catalogazione di beni storico culturali della Regione Sardegna, che si sta tenendo attualmente al CRFP di Carbonia, come mi ha da poco fatto sapere Simone, uno dei partecipanti.

Citando dalla sua mail si tratta di un corso in cui
"La figura professionale che emerge, sarà pertanto un tecnico competente nella catalogazione dei beni culturali afferenti al cosiddetto "settore ABM (Archivi, Biblioteche, Musei)", che possiede un ampio spettro di conoscenze e competenze nell’uso delle metodologie informatiche orientate alle più moderne tecniche di interoperabilità dei sistemi informativi e gestionali di beni culturali e del contesto storico-culturale in cui i beni sono inseriti".

Simone mi ha anche mandato il link del blog che hanno creato a riguardo, e che vi invito a visitare
http://www.ziutokku.blogspot.com/

Mi piacerebbe sapere se questi ragazzi hanno in mente di creare una società al termine del corso, come a suo tempo avevamo fatto noi di Mediateca 2000.

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