Intervista su Sardegna Digital Library

Maggio 29, 2008 on 12:26 pm | In Biblioteche | 1 Comment

Antonio Pascalis è il responsabile dei siti web della Regione Sardegna, Sardegna Digital Library (di seguito SDL) è l’ultimo progetto da lui curato, un progetto importante con un obiettivo ambizioso: digitalizzare la memoria della Sardegna e rendere universalmente accessibile la cultura e l’identità sarda.
SDL è un sito web di immediata ed intuitiva fruizione, che riunisce i documenti sulla Sardegna in diversi formati multimediali, dalle immagini ai video, dalle pubblicazioni alle registrazioni sonore.

Signor Pascalis, quanto tempo ha richiesto lo sviluppo della SDL, e quante persone sono state coinvolte?
Sono occorsi due mesi di lavoro, e circa 20 persone tra catalogatori, sviluppatori, grafici, esperti di usabilità ed accessibilità.

Il primo approccio potrebbe far pensare a siti come YouTube, per lo spazio principale destinato ai video, mentre la sobrietà ed equilibrio grafico riportano inequivocabilmente al marchio di fabbrica dei nuovi siti della Regione Sardegna. A cosa vi siete ispirati per realizzare la SDL?
Si ci siamo ispirati a YouTube, ma anche a Flickr, alla New York Digital Library, e ad altri siti. Il progetto e’ in continuo sviluppo ed evoluzione, ovviamente agganciato al sistema integrato dei portali della nostra Regione. Presto ci sara’ anche MyDigitalLibrary.

Spesso gli archivi digitali appaiono statici e poco aggiornati, rendendo poco appettibile il ritorno del visitatore. Mentre nella SDL ogni giorno vengono proposti contenuti diversi in prima pagina, dando la sensazione di un canale di informazione. La loro rotazione è casuale oppure esiste una redazione che fa delle scelte, e se si in base a quali criteri?
I contenuti sono gestiti da un sistema misto, alcune parti sono a rotazione casuale, mentre altre vengono gestite direttamente da una redazione.

La struttura reticolare del sito permette di spostarsi agilmente da una informazione all’altra, si possono seguire sia vie più ortodosse basate sulla categoria del documento, che abbandonarsi ai tag e sperimentare la scoperta di materiali inaspettati. Questa rete di relazione avrà richiesto una progettazione accurata, avete utilizzato competenze bibliotecarie o archivistiche, oppure vi siete fatti guidare dalla proverbiale immediatezza del web e delle sue directory?
Anche in questo caso abbiamo seguito una via di mezzo: abbiamo sia consultato degli esperti in materia che applicato la filosofia dello strumento web. L’obiettivo era quello di creare un oggetto "scientifico" che fosse molto comunicativo e divulgativo.

Questa abbondanza di metadati porta la Regione all’avanguardia nella disseminazione di contenuti culturali, avete pensato ad eventuali collaborazioni con altri archivi digitali, ad esempio con Internet Culturale ?
Il sistema e’ progettato per l’esportazione in flussi di dati standard in XML, accettati dalla maggior parte degli altri archivi.

Il web 2.0 vede il successo crescente delle grandi comunità on-line, dove l’utente è sia fruitore che attore, dove il dialogo rende i luoghi virtuali più vivi. Pensate che in futuro sarà possibile utilizzare la SDL per creare la propria rete di relazioni e di contenuti, in un ottica maggiormente partecipativa?
Si, come preannunciavo prima, il passo successivo e’ quello di creare MyDigital Library: una vera e propria comunita’ online dove i singoli cittadini potranno partecipare condividendo i propri documenti, con la possibilita’ di georeferenziarli.

La SDL permette di ascoltare comodamente una canzone nel proprio iPOD, oppure di scaricare un video nel proprio pc per vederlo successivamente. E’ una delle innovazioni più eclatanti per un sito istituzionale, solitamente poco attento a queste possibilità. Come è nata questa idea?
E’ nata naturalmente dalla voglia di creare un sistema integrato di portali, sempre piu’ ricco ed articolato di informazioni. Siamo partiti semplicemente e via via verranno offerti servizi sempre più interattivi. La cosa fondamentale ovviamente è il presidio di questo sistema integrato. Ovvero la presenza di persone che costantemente curano il sistema, senza abbandonarlo a se stesso. Anche la migliore tecnologia senza il presidio non serve a nulla.

Il diritto d’autore è un argomento solitamente spinoso quando si ha a che fare con attività di pubblicazione di opere sulla rete. Avete avuto difficoltà nella gestione dei diritti d’autore? Visto anche l’uso che fate delle Creative Commons, avete ricevuto lamentele dagli editori?
Si tratta di un tema spinoso che però va affrontato. Stiamo muovendo i primi passi sulle Creative Commons. Il nostro obiettivo e’ di convincere gli autori che e’ importante creare regole su come i contenuti vengono messi online, regole che tutelano i fruitori e gli autori di contenuti.

Un sito di questa portata, con centinaia di ore di filmati ed audio, richiederà un notevole investimento di risorse nella qualità della connessione internet, visto anche il numero di utenti potenziali. In alcuni momenti ho sperimentato una certa lentezza nello streaming dei contenuti, pensate di potenziare questo aspetto? Quante visite giornaliere riceve la SDL?
Per noi questo e’ un aspetto molto importante. Gli utenti sono in continua crescita, il punto fondamentale sono gli elevati valori relativi al tempo di permanenza nel sito ed al numero di pagine viste da ogni utente.
Il problema non e’ tanto lo streaming ma i numerosi link all’interno di ogni pagina, infatti ogni link e’ un metadato che fa una query sul database. Stiamo lavorando continuamente per potenziare il sistema.

In conclusione, che futuro vede per la SDL e più in generale per gli archivi digitali, crede che sostituiranno gli archivi, biblioteche e musei tradizionali?
No, continueranno ad esistere entrambi. Sono cose diverse, come e’ diversa la carta stampata dalla TV, dalla radio. Il web e’ un altro canale dove prima o poi andrà a finire tutto, ma non "amazzerà" gli altri canali di comunicazione.

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Cambia l’organigramma dell’Assessorato Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

Maggio 20, 2008 on 9:43 am | In Biblioteche | No Comments

Sono stati accorpati alcuni servizi, in particolare:

  •  il servizio lingua e cultura sarda non comprende più editoria ed informazione, che si è aggiunto al servizio sport e spettacolo;
  • il servizio beni librari comprende ora anche biblioteca ed archivio storico regionali;
  • il servizio istruzione è ora di competenza della direzione generale della pubblica istruzione;
  • compare un nuovo servizio di formazione superiore e permanente e dei supporti direzionali.

Nuovo organigramma
Vecchio organigramma

Annunciato ufficialmente il Piano triennale dei Beni Culturali

Maggio 20, 2008 on 9:27 am | In Biblioteche | No Comments

L’assessore Mongiu ha ieri dichiarato che il Piano triennale, di cui nella legge 14/2006, sarà discusso in Giunta nei prossimi giorni.
L’Assessore ha anticipato che esso "permetterà di superare una volta per tutte gli elementi di criticità di un settore la cui precarietà si protrae da oltre venti anni. In particolare il Piano creerà un sistema regionale declinato territorialmente prevedendo standard sui luoghi da destinare alla fruizione e sulle qualifiche degli operatori." fonte

Contestualmente è stata annunciata una delibera che mercoledì prossimo prorogherà i progetti delle cooperative che gestiscono i beni culturali fino al momento in cui il Piano triennale diventerà operativo.

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Recensione Sardegna Digital Library

Maggio 9, 2008 on 2:45 pm | In Biblioteche, Informatica, Informazione | 3 Comments

Logo Sardegna Digital Library
Il 29 Aprile scorso è stata presentata pubblicamente la Sardegna Digital Library, durante un incontro tenutosi presso la biblioteca universitaria di Cagliari.

La Digital Library viene descritta come "un grande archivio, continuamente aggiornato, di contenuti digitali della Regione Sardegna. […] I contenuti provengono dai siti tematici regionali, dagli archivi di Istituto Luce, Rai, Isre, Esit ed Ersat, oltre che da contributi individuali di autori sardi. In questo modo il sito raccoglie e mette a disposizione di tutti i contenuti più significativi della Regione. […] La Digital Library contiene filmati video, file audio, immagini e pubblicazioni, suddivisi per categoria e argomento. […] Ogni elemento è contraddistinto da parole chiave secondo una precisa catalogazione, in modo da essere facilmente identificabile e rintracciabile per autore, data, argomento o attraverso il motore di ricerca." Fonte sito Regione Sardegna

Si tratta di un progetto maestoso, che poteva apparire come troppo ambizioso al momento del suo annuncio, ma che invece sin dal primo sguardo sembra offrire nel migliore dei modi ciò che aveva promesso.
Il sito ricorda subito il più noto e famoso YouTube per la presenza in primo piano dei video, accompagnati sulla destra dalle anteprime degli altri contenuti. Al disotto dei video è presente uno spazio dedicato alla presentazione dei fondi acquisiti in digitale.

La sensazione è quella di una grande ricchezza di contenuti, tutti presentati in maniera chiara ed immediatamente identificabile.
Avere in un unico sito un tale patrimonio è un vero orgoglio per un sardo, tanto più se si considera che verrà arricchito ulteriormente.

La struttura della Digital Library è imperniata su una rete rigorosa di relazioni e collegamenti ipertestuali, la tassonomia con la quale sono organizzati i contenuti sposa sia parte della tradizione biblioteconomica che le nuove forme di marcatura via tag e metadati.
Si intuisce il grande sforzo di organizzazione della conoscenza, il voler seguire le nuove tendenze del web e coniugarle con la seria ponderazione di una istituzione culturale.

Il risultato di questa rete di relazioni è che la navigazione è estremamente intuitiva e piacevole, e che le funzionalità di ricerca portano quasi sempre a risultati pertinenti.
Credo sia un risultato importantissimo, anche partendo dal confronto con progetti simili di altre istituzioni pubbliche.

Tutti i contenuti rientrano in ampie classificazioni chiamate Argomenti, che li riunisce a seconda del tipo di oggetto digitale: audio, video, pubblicazioni, immagini.

Non è stato resa nota la consistenza del patrimonio presente al momento, dove per esempio una ricerca della parola Sardegna porta a trovare 9450 documenti.

La qualità delle digitalizzazioni, e più in generale della realizzazione informatica è ottima, con una attenzione anche verso la possibilità di visionare i contenuti in mobilità tramite il podcast e di seguire gli aggiornamenti con i feed rss.

Mi chiedo chi abbia stabilito le relazioni e le appartenenze fra documenti, come siano stati scelti i tag, con quale metodo sia stata catalogato il patrimonio presente nella Digital Library. Sarebbe interessante a riguardo qualche maggiore spiegazione che tuttavia è assente.
L’immediatezza e concretezza del sito, veramente in questo innovativo e simile ai migliori esempi del web contemporaneo, non dà spazio all’approfondimento dello studioso, ma forse questo non era il luogo adatto e mi auguro che la Regione realizzi una pubblicazione di approfondimento sulla Digital Library.

In conclusione si tratta di una realizzazione grandiosa, che valorizza e diffonde nel mondo attraverso la rete la ricchezza e il fascino della cultura sarda.

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