Berlin 6 Open Access Conference 2008 - Dusseldorf, Germania
Novembre 30, 2008 on 5:50 pm | In Biblioteche | 1 Comment
Si è tenuta a Dusseldorf dal 11 al 13 Novembre 2008 Berlin 6, la sesta conferenza internazionale sull'Open Access, a partire dalla Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla conoscenza del 2003.
Primo keynote è stato quello di Tony Hey (Microsoft Research), che ha evidenziato la necessità di un ecosistema di tecnologie del computing semantico, una vera e propria infrastruttura tecnologica di semplice utilizzo che permetta di dimenticarsi il problema della padronanza dello strumento per concentrarsi sullo scambio di conoscenza attraverso i computers. A suo modo di vedere la comunicazione scientifica cambierà drasticamente con il progressivo affermarsi del Web 2.0 e di tutte quelle tecnologie che ne fanno parte: RSS, blog, wiki.
In tutto questo l'Open Access diventa una necessità per le istituzioni di ricerca, nella forma dei repository istituzionali.
Microsoft ha la tecnologia che può offrire supporto lungo tutta la linea di sviluppo dell' eScience: data acquisition and modeling; collaboration and visualization; analysis and data mining; disseminate and share; archiving and preservation.
Grande accento sul cloud computing come piattaforma di base dell'ecosistema tecnologico, attraverso soluzioni come Windows Azure Services Platform. Sono stati mostrati numerosi plugin per il ricercatore che fa uso di software Microsoft.
Philippe Aigrain (Sopinspace) ha messo in evidenza come l'Open Access ha cambiato la natura sia delle pubblicazioni scientifiche, che dello stesso lavoro del ricercatore. E' cambiato il modo in cui vengono scritti i paper scientifici così come chi li legge e l'effetto che questi documenti hanno nell'organizzazione delle comunità scientifiche.
L'Open Access viene inserito nel più ampio contesto del science commons, riflettendo sulle priorità che ha da questa prospettiva.
Le parole chiave di questo keynote sono state: granularità, dati, protocolli, copyleft e gestione dei materiali.
Wolfram Horstmann (Bielefeld Universit/DRIVER) evidenzia la stretta connessione tra Open Access ed interoperabilità tecnologica come requisiti fondamentali di una comunicazione accademica. L'obiettivo del suo intervento è dare uno sguardo d'insieme degli ultimi e più importanti sviluppi tecnologici nel rendere l'Open Access una parte integrata del quotidiano lavoro accademico.
E' stato poi illustrato il progetto europeo DRIVER e le sue politiche per lo sviluppo degli archivi istituzionali della ricerca.
All'interno di DRIVER sono state svolte alcune osservazioni, dicendo che i soggetti coinvolti nel sistema che dovrebbe accogliere l'open access sono solitamente poco consapevoli di quello che implica: chi sviluppa le politiche istituzionali tende a vedere OA come fine a se stesso, i tecnici vedono l'OA come una questione prettamente di ricerca, infine gli studiosi vedono come simili ICT e OA senza avere chiara coscienza delle loro differenze.
Decisamente affascinante la presentazione di Paul Ginsparg (Cornell University/ArXiv) che riporto per intero. ArXiv ad oggi contiene oltre 500.000 documenti full-text ad accesso aperto nell'ambito della matematica, fisica, informatica, biologia quantitativa e statistica.
Oggi sono disponibili per gli scienziati ed accademici, strumenti digitali di grande potenza, che rendono la disseminazione e discussione dei risultati della ricerca più facile, veloce, ed economica di sempre.
Nonostante ciò sembra che questi strumenti vengano ancora recepiti ed utilizzati lentamente all'interno dell'ambito accademico.
I periodici e riviste delle pubblicazioni tradizionali, vengono trasferite in formato elettronico senza grandi cambiamenti rispetto al nuovo media, questo soprattutto nelle scienze sociali e naturali e per quanto riguada le monografie nelle scienze umane.
La domanda è come le nuove pubblicazioni multimediali e ipertestuali cambino l'aspetto della comunicazione accademica. Quali siano le potenzialità dei labwikis, del open notebook science e del social networking per i ricercatori. Ovvero, come il modo in cui oramai comunichiamo digitalmente cambierà il modo in cui facciamo ricerca scientifica?
Relatori:
Lambert Heller (TIB Hannover)
Lilia Efimova (Telematica Institute)
Lorrie LeJeune (OpenWetWare)
Seconda sessione: Open Access per lo sviluppo, Open Access nel mondo
Questa sessione ha riguardato lo stato dell'Open Access nei paesi in via di sviluppo, e quali siano i problemi ad un suo più rapido progresso. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad importanti cambiamenti nella geografia della scienza, con l'ingresso di paesi come la Cina e la Corea del Sud che hanno aumentato molto la propria quota nella quantità di pubblicazioni scientifiche mondiali. Questo è stato accompagnato da un rapido sviluppo del settore ICT e dall'aumento della banda larga in gran parte del mondo, cosa che ha reso più facile la collaborazione e condivisione mondiale dell'informazione.
Lo sviluppo dell'OA in Brasile, India e Sud Africa mostra molte differenze ed il comune problema di cercare, allo stesso tempo, di rendere più visibile la propria ricerca, e di seguire gli standard di misurazione internazionale basati sull'impact factor e sul numero delle citazioni.
A differenza dei ben conosciuti istituti di ricerca occidentali, molte istituzioni nei paesi in via di sviluppo non sono in grado di negoziare da una posizione di forza con gli editori dominanti.
Potrebbe migliorare la situazione una alleanza dei paesi in via di sviluppo? Che ruolo possono giocare i paesi sviluppati e le organizzazioni internazionali?
Relatori:
Eve Gray (Eve Gray & Associates/Open Society Institute, South Africa), with Susan Murray (African Journals Online) presenting on behalf of Eve Gray
Subbiah Arunachalam (Centre for Internet and Society, Bangalore, India)
Solange Santos (BIREME/PAHO/SciELO, Brazil)
Dev Kumar Sahu (MedKnow, Bombay, India)
Terza sessione: Costi e benefici dell'Open Access: modelli di business ed investimento pubblico
Gli strumenti di accesso gratuito ai risultati della ricerca finanziata da enti pubblici, portano benefici a tutti i soggetti interessati all'interno della comunicazione accademica e scientifica. Il costo nel fornire questi benefici può essere trovato attraverso differenti modelli economici.
Un modello analizzato si basa sul ritorno economico provocato dall'OA a seguito di investimenti pubblici nella ricerca. Altri modelli si basano sul costo sostenuto da una istituzione di ricerca nel mantenere un repository istituzionale, in relazione ai benefici che l'autoarchiviazione da parte degli autori può portare.
Relatori:
John Houghton (Centre for Strategic Economic Studies, Melbourne)
Matthew Cockerill (BioMed Central)
Salvatore Mele (CERN)
Frederick Friend (JISC)
L'accessibilità dell'informazione nei formati elettronici dipende dall'accesso da parte del software appropriato.
I formati documentali testuali sono dominati dal formato di MS Word, ma gradualmente si sta diffondendo la consapevolezza dell'importanza di standard aperti nei formati dei file.
Un importante sviluppo sarebbe la creazione di uno standard ISO per i file dei documenti "d'ufficio".
Dal maggio 2006 Open Documenti Format (ODF) è stato accettato come standard ISO.
In una decisione senza precedenti ISO ha accettato nel marzo del 2008 un secondo standard per i documenti testuali: Open Office XML della Microsoft.
Viene indagata la rilevanza degli standard aperti all'interno del OA, e le cause e conseguenze di una competizione fra i due nuovi standard ISO.
Relatori:
Christian Zier (Federal Office for Information Security)
Stefan Weisgerber (DIN Deutsches Institut für Normung e.V.)
Quinta sessione - Open Data e Reproducible Research: i confini fra Ricerca e Pubblicazione
In molti ambiti scientifici e tecnologici, la ricerca è sempre più basata sui dati pubblicati. I ricercatori spesso pubblicano istruzioni dettagliate o spiegazioni su come riprodurre i loro risultati.
Combinata con un computing sempre meno costoso, questa tendenza può ridurre le barriere di entrata e diminuire il tempo richiesto per riprodurre ed estendere un innovazione.
Questi cambiamenti possono anche modificare il bilanciamento fra i dati collezionati e la loro analisi, così come fra lavoro sperimentale e lavoro teorico.
Questo processo sta avvendendo con poca discussione pubblica e senza ancora delle linee guida condivise universalmente. Vengono mostrati due esempi di riproducibilità della ricerca.
Relatori:
Sergey Fomel (University of Texas at Austin), read by Mark Liberman
Patrick Vandewalle (Philips)
Sesta sessione - Il ruolo delle società scientifiche per l'Open Access
La comunità ha percorso molta strada nel capire quanto cruciale possa essere il supporto degli scienziati e dei accademici per il successo del paradigma OA.
La scientific societies possono essere in una posizione migliore per agire sia come organizzazioni che fanno lobbyng, sia come editori, per convincere i loro membri dei benefici dell'OA.
Il costo legittimo della pubblicazione deve essere suddiviso all'interno di tutte le parti interessate, in maniera sostenibile.
Vengono fatte delle riflessioni su questo, e sulla differenza fra scienze umane e scienze matematico-scientifiche, nel senso che nelle prime può non essere altrettanto chiaro che nelle seconde alcuni aspetti dell'OA.
Relatori:
Ingrid Gogolin (Hamburg University / European Educational Research Association)
Gene D. Sprouse (Stony Brook University / American Physical Society)
Stephen R. Anderson (Yale University / Linguistic Society of America)
A partire dalla loro missione di promuovere la ricerca, molte agenzie di finanziamento supportano l'OA.
Le agenzie incoraggiano o addirittura richiedono l'archiviazione degli articoli nei repository ad accesso aperto, investendo nella costruzione di una infrastruttura OA. Per assicurare questo, tutti i risultati di ricerca finanziati saranno resi disponibili gratuitamente, alcune agenzie sono pronte a pagare gli editori per la loro assistenza nel processo di deposito.
La questione è capire se il denaro investito nell'OA sia in pari con l'impatto della ricerca ottenuto.
Relatori:
Dieter Imboden (Swiss National Science Foundation)
Theodore G. Papazoglou (European Research Council)
Deirdre Furlong (European Commission)
Ottava sessione - Valutazione, qualità e impatto delle pubblicazioni Open Access.
Relatori:
Susanne Murray (African Journals Online)
Christiane Fritze (Berlin-Brandenburg Academy of Sciences and Humanities)
Julianne Nyhan (European Science Foundation)
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