Meta motore di ricerca bibliografica nei cataloghi delle biblioteche della Sardegna

Dicembre 13, 2009 on 5:56 pm | In Biblioteche | No Comments

Forse non tutti sanno che esiste un motore di ricerca che permette di effettuare ricerche in tutti i cataloghi delle biblioteche sarde.

Lo si trova in una pagina del sito regionale Sardegna Biblioteche :

La pagina del motore si trova partendo da qui www.sardegnabiblioteche.it/index2.html

oppure direttamente a questo indirizzo  http://www.sardegnabiblioteche.it/index.php?xsl=851&s=2&v=9&c=5673&nodesc=2 

Il motore è stato realizzato da Sardegna IT con la collaborazione delle aziende fornitrici di software in Sardegna, il progetto rientra nei POR 2000-2006.

Il nuovo motore permette di ricercare per comune, provincia, nome della biblioteca, e per fornitore. Il fornitore sarebbe in pratica il software di gestione utilizzato dalla biblioteca come OPAC, sono presenti tutti i programmi usati dalle biblioteche sarde: So.Se.Bi, Sebina, ISIS, Aleph.

In sostanza questo motore permette, democraticamente, di accedere a tutti i cataloghi di tutte le biblioteche sarde, e non solo al catalogo di alcune.

Cosa ancora più importante, questo motore non costringe le biblioteche a cambiare software di gestione per essere visibili nel OPAC della Regione, ma è la Regione Sardegna che si fa carico di risolvere a monte questo problema.

Tecnicamente parlando, questo motore è un harvester che preleva metadati in formato OAI-PMH dai data provider costituiti dalle società di fornitura di software presenti in Sardegna.

Un progetto innovativo che vede pochi eguali nel resto d'Italia e per il quale la Regione Sardegna merita un plauso.

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Se la biblioteca decide di cambiare programma gestionale.

Settembre 30, 2009 on 10:19 am | In Biblioteche | 2 Comments

Le biblioteche usano software gestionali avanzati per gestire la complessità e varietà dei servizi che erogano ai propri utenti.

Probabilmente tutti quelli che non hanno mai provato ad usare un programma di questo tipo sono convinti che per la biblioteca sia sufficiente usare Excel, o al massimo Access, per gestire libri, utenti e prestiti.

In realtà i programmi gestionali per biblioteca sono molto sofisticati perchè devono permettere di gestire beni fisici in continua movimentazione (le copie), spesso con servizi di prestito interbibliotecario o remoto, e con la concorrenza dei servizi di recupero dell'informazione offerti dal web.

Il cuore di questi programmi gestionali è il catalogo. Il catalogo è costituito dall'insieme delle informazioni relative a tutti i documenti posseduti dalla biblioteca, dall'insieme di relazioni fra questi documenti e le informazioni di accesso ad esse (catalogazione semantica).

Il gestionale permette poi di costruire un archivio dei propri utenti, di effettuare prestiti e di mantenerne traccia, di produrre delle statistiche, di rendere visibile il proprio catalogo sul web (OPAC), e molto altro ancora.

Utilizzare per molti anni un programma gestionale vuol dire inserire centinaia, migliaia di dati, frutto prezioso del lavoro dei bibliotecari. Gran parte del lavoro svolto con impegno ed attenzione dai bibliotecari si trova racchiuso e memorizzato nel software gestionale utilizzato dalla biblioteca.

I bibliotecari sanno bene quanto sia importante avere copie di sicurezza di questi dati, perderli vorrebbe dire ricominciare da capo un lavoro immenso, ed oltre ad essere un danno incomparabile per la biblioteca, sarebbe anche un grande costo per l'Amministrazione che ha negli anni finanziato la biblioteca.

Per tutte queste ragioni, quando ci si trova davanti alla scelta o necessità di cambiare programma gestionale, quale che ne sia la ragione, si dovrebbe sempre tener presente che quei dati non devono andar persi.

La tecnologia offre SEMPRE la possibilità di recuperare TUTTO il catalogo, nella migrazione da un software ad un altro. Se questo non avviene, qualsiasi scusa venga addotta, significa che sotto ci sono interessi economici o protezionistici che vogliono dissuadere da tale cambiamento o lucrare pesantemente su di esso.

I dati sono di proprietà di chi li ha inseriti, sono della biblioteca, e quindi della Amministrazione a cui fa capo, non sono di proprietà di chi fornisce il software. 

L'estrazione di tali dati deve essere garantita dai produttori di software gestionali, a costi congrui, ed utilizzando i formati standard esistenti che permettono da decenni il dialogo fra programmi diversi.

IFLA 2009 Milano

Settembre 9, 2009 on 9:56 am | In Biblioteche | No Comments

Giovedì 27 Agosto sono stato al Congresso IFLA, il 75° congresso mondiale delle biblioteche e dell'informazione.

 IFLA 2009 Milano

Sono andato per lavoro e per curiosità, ed anche perchè quest'anno è in Italia ed è ovviamente più semplice raggiungere la sede del convegno.

Le sessioni a cui ho assistito avevano un punto di vista prettamente accademico, ed il livello di discussione era avanzato anche se non destinato solo agli addetti ai lavori.

Il sito italiano è questo www.ifla2009.it

Nel sito ufficiale IFLA trovate tutto il programma e molte delle relazioni caricate in formato PDF

Mi hanno colpito in particolare due relazioni all'interno del meeting Acquisition and Collection Development:

   La relazione della Lingnan University, Hong Kong, China

   La relazione della University of Texas at Dallas Libraries, Dallas, TX, USA  

Entrambe trattavano della acquisizione e gestione di collezioni di E-Book , tema che conosco direttamente per l'esperienza dello studio di fattibilità per la costituzione e gestione di un catalogo Ebook realizzato per la Biblioteca della Regioneria dello Stato.

Le esperienze di Hong Kong e Dallas sono molto avanzate e rappresentano un punto di arrivo a cui dovrebbero tendere anche in Italia i servizi basati sugli Ebook. Basti pensare che la biblioteca di Dallas permette all'utente di scegliere da un enorme catalogo di Ebook che la biblioteca non ha ancora acquistato, ma che nel momento in cui vengono scelti in tempo reale viene svolta una transazione fra biblioteca e fornitore, dove in prima istanza l'Ebook viene dato solo in visione momentanea, mentre se viene selezionato più volte si procede all'acquisto. Con questo sistema il processo di selezione delle acquisizioni viene demandato all'utente, e le diverse politiche di "noleggio" temporaneo e di acquisizione permettono notevoli risparmi complessivi sul budget degli Ebook.

Ingresso IFLA Milano BCI

L'idea che mi sono fatto complessivamente sul Congresso IFLA è che siano rappresentate principalmente le biblioteche accademiche e le biblioteche di grandi istituzioni, come le biblioteche nazionali che avevano anche un loro specifico tema di discussione.

Knol ovvero la rivisitazione in chiave Google della Wikipedia

Luglio 25, 2009 on 8:10 pm | In Biblioteche | 1 Comment

Google da qualche tempo ha attivato un nuovo servizio: Knol .

Per spiegare cosa sia si utilizza il paragone con la Wikipedia, dove Knol sarebbe una Wikipedia moderata e arricchita (è proprio il caso di dirlo…) delle inserzioni pubblicitarie del circuito AdSense.

Ora esiste anche la localizzazione in italiano, e per prova ho inserito un mio vecchio articolo:

http://knol.google.com/k/francesco-piras/come-utilizzare-google-per-fare/t4pox049xo8q/2#

 

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E’ nata Progetta Cultura

Giugno 4, 2009 on 1:12 pm | In Biblioteche | No Comments

Sono felicissimo di comunicare la nascita di Progetta Cultura, la mia ditta individuale.

In un percorso professionale iniziato dieci anni fa, sono arrivato ad un momento di passaggio, di crescita, andando a costituire una nuova impresa che vuole agire nel settore dei Beni Culturali ma anche della Ricerca ed Innovazione Tecnologica.

Progetta Cultura è specializzata in innovazione tecnologica per le biblioteche, ma si rivolge in realtà al più ampio settore della gestione della conoscenza : archivi, centri di ricerca, musei.

Offre prodotti e servizi che intendono innovare e potenziare i servizi tecnologici degli istituti della ricerca e della cultura. Supportarli nella scelta e nell'integrazione della struttura informatica con la quale forniscono servizi agli utenti.

Sono convinto che sia estremamente complesso progettare e gestire lo sviluppo tecnologico, così come la scelta dei servizi da fornire agli utenti istituzionali, o l'aggiornamento professionale da erogare agli operatori. Inoltre il settore Beni Culturali e quello della Ricerca, hanno una specificità che va gestita con competenza, perchè avranno bisogno di strumenti informatici diversi da quelli di cui hanno bisogno altre strutture pubbliche.

Spesso gli Enti equiparano le esigenze di informatizzazione delle biblioteche, degli archivi e dei musei, a quelle di altri uffici, senza considerare che la specifica disciplina che sta dietro questi istituti necessita di strumenti diversi, che non sono paragonabili a quelli di altri servizi.
Per fare un esempio, il sito di una biblioteca non dovrebbe essere costretto dentro quello dell'Ente, perchè ha delle peculiarità (integrazione del catalogo, servizi remoti agli utenti, etc.) molto diverse da quelle dell'ufficio Anagrafe.

Per quanto riguarda i centri di ricerca, soprattutto in Sardegna, non esistono secondo noi società specializzate nel comprenderne ed esaudirne le esigenze di gestione della conoscenza. Qui il punto di vista deve essere quello della internazionalizzazione, della visibilità della ricerca ad accesso aperto attraverso gli standard di condivisione dei dati (come OAI-PM , Dublin Core , Unimarc , etc.), di adesione ai programmi ed alle iniziative nazionali, comunitarie ed internazionali (DRIVER , OAI , Pleiadi , etc.)

Al momento esiste il Blog di Progetta Cultura , il sito verrà attivato a breve, mi auguro di ricevere commenti e pareri su questa iniziativa.

CONFRONTO FRA LE DUE VERSIONI DEL PIANO TRIENNALE PER I BENI CULTURALI

Febbraio 6, 2009 on 7:23 pm | In Biblioteche | 1 Comment

Il confronto è stato svolto fra la prima versione di Giugno 2008 (Proposta per la consultazione) e la versione del Dicembre 2008 (Versione inviata per la approvazione del consiglio regionale).
 
Il confronto è stato svolto solo per la parte relativa alle biblioteche, non si tratta di un confronto accurato.
 
Di seguito viene riportato quanto presente nella versione finale.
 
1) il paragrafo su SBN è molto più esteso e con un enfasi sul servizio enormemente maggiore, lo riporto totalmente:
 


Il catalogo collettivo nazionale del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), realizzato e incrementato

attraverso attività di catalogazione partecipata, costituisce, per istituzionalità, dimensioni e visibilità,

un riferimento essenziale nel contesto nazionale e internazionale. Attraverso di esso vengono

erogate agli utenti, e alle biblioteche facenti parte della rete, servizi qualificati di accesso alle risorse,

sostenuti da uniformi strumenti informatici di catalogazione e recupero delle informazioni;

Dal 1988 la Regione, a seguito di accordi specifici con il Ministero per i Beni e le Attività culturali

(Protocollo d'intesa MiBAC/Regioni 30 maggio 1985, recepito con le deliberazioni della Giunta

regionale n. 26/91 del 21 giugno 1988, e n. 42/36 del 4 ottobre1988), aderisce alla rete del Servizio


Bibliotecario Nazionale (SBN), e ne assicura il funzionamento delle articolazioni locali sul proprio

territorio attraverso il "Sistema regionale SBN".
 

L’attività di coordinamento amministrativo e biblioteconomico finora svolta dalla Regione ha fatto sì

che il Sistema regionale SBN sia cresciuto nel tempo fino a divenire, per numero di biblioteche

aderenti, il terzo sui 65 poli presenti sul territorio nazionale: il polo locale del Servizio Bibliotecario

Nazionale, denominato "Polo CAG", conta ad oggi 207 biblioteche di varia tipologia amministrativa e

funzionale e oltre 60 nuove domande di adesione; con 1.500.000 titoli e 2.500.000 unità

documentarie in continuo aumento, rappresenta un contributore d'eccellenza alla ricchezza

informativa del Catalogo regionale e di quello nazionale.
 

Il Catalogo regionale del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN Polo CAG), anche tramite il portale

istituzionale Sardegna Biblioteche, mette a disposizione degli utenti strumenti di accesso alle risorse

qualificati e omogenei in tutte le biblioteche del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e fornisce

utilità catalografiche autorevoli a tutte le biblioteche dell'Isola. La Regione, nell'esercizio delle sue

funzioni di indirizzo dei servizi bibliotecari, ha inteso perseguire i seguenti obiettivi generali:

- garantire il fondamentale diritto di ognuno alle pari opportunità di facile accesso e uso delle risorse

informative e culturali;

- sostenere la diffusione e la crescita qualitativa dei servizi offerti dalle biblioteche sarde al fine di

aumentare il numero di utenti e il loro grado di soddisfazione;

- aumentare la disponibilità delle risorse informative e culturali offerte dalle biblioteche sarde, anche

in modalità remota, alle varie tipologie di utenza, con particolare riguardo alle risorse locali;

- descrivere qualificati processi di servizio, misurabili e valutabili per efficienza ed efficacia, con cui

sostenere l'offerta di servizi agli utenti e alle istituzioni informative, formative e documentali;

- sostenere il valore delle tecniche e delle pratiche che definiscono il lavoro professionalizzato in

biblioteca.

La responsabilità della Regione sul Sistema si esplica, di fatto, nell’esercizio delle seguenti funzioni

di amministrazione del Servizio Bibliotecario Nazionale SBN Polo CAG (servizi di base):

- gestione del sistema e suo adeguamento tecnologico;

- promozione della catalogazione informatizzata del patrimonio bibliografico regionale;

- arricchimento delle funzioni centralizzate sul catalogo;

- sviluppo delle funzioni di governo del sistema, monitoraggio e statistiche;

- ampliamento della partecipazione al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) ;

- integrazione tra basi dati e interoperabilità tra sistemi informatizzati.

 

Strumenti per la piena realizzazione di queste funzioni (servizi completivi) sono le attività di:

- promozione della qualità del catalogo, mediante il miglioramento della catalogazione descrittiva e

semantica effettuata nel Sistema regionale del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), per la

soddisfazione delle necessità informative dell’intera comunità di utenti;

- controllo di autorità, e definizione di elementi di authority, indispensabile per garantire la qualità dei

dati, utile sia per i catalogatori che per gli utenti finali;

- definizione di output informativi omogenei, specifici per i diversi materiali documentari e per le

diverse esigenze dell'utenza e dei vari istituti aderenti;

- condivisione dei dati SBN con altri sistemi, anche non bibliotecari (musei, archivi, Digital Library),

secondo protocolli emanati/approvati dal Sistema regionale del Servizio Bibliotecario Nazionale

(SBN).

Nelle passate annualità, la Regione ha sostenuto questi obiettivi di servizio sia con la realizzazione di

strumenti istituzionali di accesso all’informazione e alla conoscenza quali il portale Sardegna

Biblioteche e Sardegna Digital Library, che con interventi finanziari derivanti da fondi regionali ed

europei, volti a:

- garantire l'erogazione dei servizi tecnologici e telematici del Sistema regionale del Servizio

Bibliotecario Nazionale (SBN), quale parte del sistema informativo del patrimonio culturale della

Sardegna;

- far crescere, per quantità e qualità, il catalogo regionale dei beni librari.

 
 
2) Requisiti minimi per l'accreditamento delle biblioteche - Due nuovi paragrafi
 

I requisiti per il riconoscimento e l’accreditamento finalizzati all’iscrizione all’albo regionale degli

istituti e dei luoghi della cultura sono stati individuati in conformità con l’art.16 comma 4 della

L.R./2006.


Per le biblioteche scolastiche, preferibilmente in rete tra loro, si farà riferimento ai requisiti n. 1-4 e 6

previsti per le biblioteche delle istituzioni private, integrati da quelli previsti nella Deliberazione della

Giunta regionale n. 34/7 del 11 settembre 2007.

 
 
 
 
3) Requisiti biblioteche ente locale - integrazioni nel testo
 


Requisito 1 – (Statuto e/o regolamento)


Lo statuto è obbligatorio nel caso in cui l’ente gestore della biblioteca sia un ente di diritto pubblico o

privato dotato di personalità giuridica. Il regolamento è invece condizione necessaria per quelle

biblioteche il cui ente gestore sia semplicemente articolazione di un ente pubblico.


Requisito 2 – (Risorse finanziarie)


L’ente locale deve prevedere in bilancio un proprio stanziamento per garantire la partecipazione alle

spese di gestione.


Requisito 3 – (Struttura fisica)


L’edificio sede della biblioteca deve rispondere alle vigenti norme di sicurezza e garantire

l’accessibilità a tutte le fasce di utenza.


Requisito 9- (Catalogo)


Presenza di un catalogo informatizzato del patrimonio librario e documentario nel rispetto delle

norme catalografiche nazionali.

Spariscono i riferimenti alle biblioteche di ente locale di nuova istituzione ed alle biblioteche riattivate.
4) Requisiti sistemi bibliotecari
 
Il requisito tre cambia da questo:
Requisito 3:
elenco degli Enti cooperanti in forma diretta e di eventuali altri soggetti con altre forme di associazione;
 A questo:
Requisito 3:
statuto e regolamento di funzionamento dei servizi.
Aggiunti questi requisiti:
Requisito 6
 Personale dotato di adeguata esperienza professionale
Requisito 7
 Accreditamento delle biblioteche aderenti.
 
 
5) Centri e istituzioni bibliografiche private - aggiunti requisiti nuovi
Requisito 1
: L’edificio sede della biblioteca deve rispondere alle vigenti norme di sicurezza e
garantire l’accessibilità a tutte le fasce di utenza.
  
Requisito 3:
 Catalogo del patrimonio librario e documentario nel rispetto delle norme catalografiche nazionali.
Requisito 8
: Risorse proprie in bilancio per garantire la partecipazione alle spese di gestione.
   
 
 
6) Indirizzi e linee guida per la gestione - aggiunta nella parte relativa al cofinanziamento
 
L’Amministrazione regionale attuerà azioni di accompagnamento alle provincie sia per la
formulazione dei bandi che per le attività di riorganizzazione dei servizi di gestione e delle altre
competenze trasferite. 
 
 
7) Correzione da catalogazione centralizzata a catalogazione partecipata
 
 
8)  Sistema bibliotecario della sardegna aggiunte al paragrafo 14.2
 
Oltre alle azioni di censimento, conservazione, restauro e digitalizzazione del patrimonio raro e di
pregio oggetto di interesse del Piano in più punti, si rende necessario procedere ad altri interventi di
prevenzione e razionalizzazione degli ambienti adibiti al deposito dei beni librari ed archivistici del
sistema regionale.
Tra questi interventi riveste particolare importanza ed urgenza la costituzione di un deposito librario
centralizzato, o più depositi sul territorio, con la funzione di raccolta, conservazione e ridistribuzione
agli enti richiedenti del patrimonio non di uso corrente. Tali strutture, gestite da personale
specializzato, potranno contribuire sia ad una più adeguata conservazione del patrimonio librario e
documentario della Sardegna, sia a rivitalizzare parte di questo patrimonio e favorirne una più ampia
circolazione e fruizione.
Si proseguirà la politica di ristrutturazione e adeguamento di edifici per biblioteche ed archivi
adeguandoli alle esigenze di espansione e consolidamento dei servizi.
 
Eliminare il gap esistente tra le diverse biblioteche ed archivi significa anche affrontare il problema
logistico, non solo per i centri-sistema ma anche per gli enti associati. Offrire un servizio capillare di
pubblica lettura, multimediale, di storia locale e archivistico davvero efficiente significa offrire strutture
idonee e spazi adeguati secondo i più moderni criteri.
Si prevede un piano di sostegno e promozione per la realizzazione di biblioteche virtuose sotto il
profilo ecologico, che preveda finanziamenti per la biblioteca ecologica/ecocompatibile, progettata
secondo i criteri della bioarchitettura (ad esempio con un’impiantistica che consenta forme di
autonomia o di risparmio energetico, utilizzo del fotovoltaico, ecc.).
 
 
9) Nuovi obiettivi 2008-2011
 
9. costituzione di uno o più depositi librari centralizzati;
10. ristrutturazione e adeguamento di edifici per biblioteche ed archivi;
11. realizzazione di un piano di formazione, aggiornamento e riqualificazione del personale delle
biblioteche e degli archivi storici della Sardegna;
12. adeguamento dei regolamenti di funzionamento delle biblioteche e adozione delle carte dei
servizi
 
 
PARAGRAFI TOTALMENTE NUOVI - RIPORTO INTEGRALMENTE
 
12.9 Modalità e tempi di riconoscimento/accreditamento
Il riconoscimento/accreditamento delle biblioteche e dei sistemi bibliotecari al Sistema bibliotecario
della Sardegna avverrà annualmente a partire dal 2009; si prevedono due livelli di
riconoscimento/accreditamento:
a) riconoscimento/accreditamento provvisorio; entro dodici mesi dall’entrata in vigore del Piano
subordinatamente al possesso dei requisiti 1-4, 6, 9 richiesti per le biblioteche di Ente locale, dei
requisiti 1-6 per i sistemi bibliotecari territoriali, dei requisiti 1-6, 8 per i centri e le istituzioni
bibliografiche private. Il riconoscimento/accreditamento provvisorio regionale diventerà effettivo
al raggiungimento degli altri requisiti minimi previsti.
Qualora un istituto o luogo della cultura dovesse essere già adeguato a tutti i requisiti di cui sopra,
potrà ottenere direttamente il riconoscimento/accreditamento effettivo.
b) riconoscimento/accreditamento effettivo: entro dodici mesi dall’entrata in vigore del Piano
subordinatamente al possesso dei requisiti minimi richiesti. Il possesso dei requisiti consentirà
l’iscrizione all’Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura, istituito con provvedimento
della Giunta Regionale e successivo Decreto Assessoriale. Il riconoscimento avrà durata
triennale e sarà rinnovato a seguito di verifica del mantenimento dei requisiti minimi. La Regione
(art.19 L.R. 14/2006) provvederà annualmente all’aggiornamento dell’Albo nelle diverse Sezioni
in cui è articolato. Ai fini dell’accertamento del possesso dei requisiti sarà obbligatoria la
compilazione della modulistica che verrà predisposta dall’Assessorato. L’effettivo possesso dei
requisiti dichiarati verrà riscontrata anche attraverso sopralluoghi.
 
 L’Amministrazione regionale intende attivarsi particolarmente per il coinvolgimento del Sistema
Bibliotecario di figure professionali specifiche e diversificate che possano operare nel settore
ciascuna con la propria competenza, al fine di garantirne l’efficacia e la ricaduta cultuale nel territorio.
Saranno attivate anche iniziative volte a valorizzare il personale delle biblioteche e degli archivi
attraverso l’istituzione di percorsi formativi specifici ed il sostegno di un costante aggiornamento.
Verrà altresì attivato il registro delle competenze a tutela dei profili professionali individuati.
 
 
12.10 Statuti, regolamenti di funzionamento e Carte dei servizi delle biblioteche

La presenza di uno statuto, di un regolamento e/o di una carta dei servizi costituisce per le
biblioteche e sistemi bibliotecari un requisito fondamentale per l’accreditamento.
Lo statuto si rende obbligatorio nel caso in cui l’ente gestore della biblioteca sia appunto un ente, di
diritto pubblico o privato, dotato di personalità giuridica: è questo il caso delle associazioni, delle
fondazioni, degli enti morali, delle aziende speciali (anche consortili) e di altre forme associative
pubbliche e private.
Il regolamento è invece condizione necessaria per quelle biblioteche (biblioteche di ente locale,
biblioteche statali etc.) il cui ente gestore sia semplicemente articolazione di un ente pubblico (come
nel caso delle Istituzioni).
La carta dei servizi concorre a definire un modello di gestione della biblioteca incentrato sulla
soddisfazione cittadino-utente. E’ lo strumento che, seguendo le indicazioni generali disposte nel
Regolamento, propone agli utenti la migliore offerta che la biblioteca è in grado di garantire,
esplicitando gli standard qualitativi di riferimento e predisponendo modalità di controllo accessibili a
tutti gli utenti.
Come indicato dalla Commissione biblioteche pubbliche dell’AIB nel volume Linee guida per la
redazione delle carte dei servizi delle biblioteche pubbliche, Roma, AIB, 2000 (al quale in questa
sede si fa esplicito riferimento) i regolamenti e le carte dei servizi sono pertanto strumenti diversi che
si completano a vicenda per assicurare l'efficienza e l'efficacia del servizio. Tuttavia, ponendo
soprattutto in luce i doveri della biblioteca e i diritti degli utenti, le carte rappresentano certamente
una significativa inversione di tendenza rispetto alla vecchia tradizione di regolamentare soprattutto i
doveri degli utenti ed appaiono quindi come una spia di quell'orientamento all'utenza che sempre più
deve caratterizzare l'erogazione di pubblici servizi.
Costituendo, nondimeno, una sorta di patto fra biblioteca ed utenti, la Carta deve contenere impegni
reciproci e quindi regole per entrambe le parti: regole semplici e certe facilitano il rapporto di servizio.
Si ritiene opportuno che ogni biblioteca, ogni sistema o rete si doti di regolamenti e carte dei servizi
ispirati a questi principi e rispettosi, ad un tempo, delle norme generali del nostro ordinamento
giuridico in materia di pubblici servizi, in particolare:
- separazione delle funzioni di indirizzo e controllo (in capo agli organi politico-amministrativi) e
funzioni di gestione (in capo ai dirigenti e/o al personale tecnico);
- motivazione dei provvedimenti ed informazione degli interessati, cui sarà garantito l'accesso
agli atti;
- perseguimento di criteri di efficienza, efficacia ed economicità, in ragione dei quali sarà
scelta la forma gestionale più conveniente;
- informazione degli utenti sulle modalità e sugli standard di erogazione del servizio, libertà di
scelta, ove possibile, fra diversi soggetti erogatori, diritto di reclamo e di risarcimento.
Il regolamento è uno strumento giuridico che individua soggetti cui attribuisce competenze di
indirizzo, gestione e controllo e che, nel rispetto delle normative nazionali regionali e locali, stabilisce
- le modalità attraverso le quali l'ente di riferimento e la biblioteca negoziano obiettivi e risorse,
- le modalità organizzative attraverso cui la biblioteca preordina le risorse alla realizzazione
dei programmi,
- gli strumenti attraverso cui vengono valutati i risultati,
- i criteri fondamentali che presiedono alla erogazione del servizio pubblico.
Nello specifico il regolamento dovrà contenere i seguenti punti:
- istituzione e finalità (riconoscimento del diritto basilare all’informazione, individuazione delle
forme idonee al pieno esercizio di questo diritto, cooperazione fra istituzioni);
- patrimonio e bilancio (evidenziando che insieme ad immobili, strumentazioni e dotazione
documentaria fanno parte del patrimonio anche i cataloghi e tutti gli altri strumenti informativi
prodotti dal servizio);
- organizzazione funzionale (necessità di una correlazione dei programmi della biblioteca con i
bisogni della comunità servita, ipotesi di standard di servizio);
- personale, organizzazione del lavoro, direzione (individuazione del modello organizzativo
che consenta una adeguata utilizzazione delle risorse in funzione del raggiungimento degli
obiettivi);
- servizio al pubblico (determinazione delle caratteristiche essenziali del servizio e previsione
della emanazione, da parte degli organi tecnici, della carta dei diritti degli utenti);
- rapporti istituzionali con l'utenza (previsione di forme istituzionalizzate di rappresentanza dei
bisogni dell’utenza nonché di controllo degli utenti sull’operato del Servizio).
La Carta dei servizi è un documento che descrive gli aspetti qualitativi del servizio e del modo della
sua erogazione, fissando standard sia qualitativi che quantitativi e indicando al cittadino le garanzie e
le forme di tutela che gli vengono assicurate. E’ emanato dall’organo responsabile tecnico della
biblioteca e aggiornato ogni qual volta muti significativamente la combinazione di risorse ed obiettivi.
Schema di Carta dei servizi
• Identificazione della istituzione
• Principi generali
• Principi di erogazione del servizio (uguaglianza, imparzialità e continuità, accessibilità, diritto
di scelta, partecipazione e trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità)
• Strumenti per l’erogazione del servizio (sede, raccolte documentarie e loro organizzazione,
personale)
Piano regionale per i beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura 2008-2010 121
• I servizi (lettura e consultazione, servizio di prestito, prestito interbibliotecario e fornitura
documenti, servizio di riproduzione, servizio di informazione, servizi telematici e multimediali,
servizi per bambini e ragazzi, documentazione locale, raccolte per minoranze etniche e
linguistiche e servizi interculturali, servizi speciali, promozione e attività culturali)
• Informazione e partecipazione (diritti e doveri)
• Tutela dei diritti degli utenti (reclami, rimborsi, rapporti con gli utenti, informazione e
partecipazione).
 
 

Berlin 6 Open Access Conference 2008 - Dusseldorf, Germania

Novembre 30, 2008 on 5:50 pm | In Biblioteche | 1 Comment

Logo Berlin6

Si è tenuta a Dusseldorf dal 11 al 13 Novembre 2008 Berlin 6, la sesta conferenza internazionale sull'Open Access, a partire dalla Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla conoscenza del 2003.

Primo keynote è stato quello di Tony Hey (Microsoft Research), che ha evidenziato la necessità di un ecosistema di tecnologie del computing semantico, una vera e propria infrastruttura tecnologica di semplice utilizzo che permetta di dimenticarsi il problema della padronanza dello strumento per concentrarsi sullo scambio di conoscenza attraverso i computers. A suo modo di vedere la comunicazione scientifica cambierà drasticamente con il progressivo affermarsi del Web 2.0 e di tutte quelle tecnologie che ne fanno parte: RSS, blog, wiki.
In tutto questo l'Open Access diventa una necessità per le istituzioni di ricerca, nella forma dei repository istituzionali.
Microsoft ha la tecnologia che può offrire supporto lungo tutta la linea di sviluppo dell' eScience: data acquisition and modeling; collaboration and visualization; analysis and data mining; disseminate and share; archiving and preservation.
Grande accento sul cloud computing come piattaforma di base dell'ecosistema tecnologico, attraverso soluzioni come Windows Azure Services Platform. Sono stati mostrati numerosi plugin per il ricercatore che fa uso di software Microsoft.

Philippe Aigrain (Sopinspace) ha messo in evidenza come l'Open Access ha cambiato la natura sia delle pubblicazioni scientifiche, che dello stesso lavoro del ricercatore. E' cambiato il modo in cui vengono scritti i paper scientifici così come chi li legge e l'effetto che questi documenti hanno nell'organizzazione delle comunità scientifiche.
L'Open Access viene inserito nel più ampio contesto del science commons, riflettendo sulle priorità che ha da questa prospettiva.
Le parole chiave di questo keynote sono state: granularità, dati, protocolli, copyleft e gestione dei materiali.

Wolfram Horstmann (Bielefeld Universit/DRIVER) evidenzia la stretta connessione tra Open Access ed interoperabilità tecnologica come requisiti fondamentali di una comunicazione accademica. L'obiettivo del suo intervento è dare uno sguardo d'insieme degli ultimi e più importanti sviluppi tecnologici nel rendere l'Open Access una parte integrata del quotidiano lavoro accademico.
E' stato poi illustrato il progetto europeo DRIVER e le sue politiche per lo sviluppo degli archivi istituzionali della ricerca.

All'interno di DRIVER sono state svolte alcune osservazioni, dicendo che i soggetti coinvolti nel sistema che dovrebbe accogliere l'open access sono solitamente poco consapevoli di quello che implica: chi sviluppa le politiche istituzionali tende a vedere OA come fine a se stesso, i tecnici vedono l'OA come una questione prettamente di ricerca, infine gli studiosi vedono come simili ICT e OA senza avere chiara coscienza delle loro differenze.

Decisamente affascinante la presentazione di Paul Ginsparg (Cornell University/ArXiv) che riporto per intero. ArXiv ad oggi contiene oltre 500.000 documenti full-text ad accesso aperto nell'ambito della matematica, fisica, informatica, biologia quantitativa e statistica.

Sessioni plenarie

Prima sessione plenaria: Nuovi modelli di comunicazione scientifica: Blog, Wiki e Web 2.0 nell'Accademia.

Oggi sono disponibili per gli scienziati ed accademici, strumenti digitali di grande potenza, che rendono la disseminazione e discussione dei risultati della ricerca più facile, veloce, ed economica di sempre.
Nonostante ciò sembra che questi strumenti vengano ancora recepiti ed utilizzati lentamente all'interno dell'ambito accademico.
I periodici e riviste delle pubblicazioni tradizionali, vengono trasferite in formato elettronico senza grandi cambiamenti rispetto al nuovo media, questo soprattutto nelle scienze sociali e naturali e per quanto riguada le monografie nelle scienze umane.
La domanda è come le nuove pubblicazioni multimediali e ipertestuali cambino l'aspetto della comunicazione accademica. Quali siano le potenzialità dei labwikis, del open notebook science e del social networking per i ricercatori. Ovvero, come il modo in cui oramai comunichiamo digitalmente cambierà il modo in cui facciamo ricerca scientifica?

Relatori:
Lambert Heller (TIB Hannover)
Lilia Efimova (Telematica Institute)
Lorrie LeJeune (OpenWetWare)

Seconda sessione: Open Access per lo sviluppo, Open Access nel mondo

Questa sessione ha riguardato lo stato dell'Open Access nei paesi in via di sviluppo, e quali siano i problemi ad un suo più rapido progresso. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad importanti cambiamenti nella geografia della scienza, con l'ingresso di paesi come la Cina e la Corea del Sud che hanno aumentato molto la propria quota nella quantità di pubblicazioni scientifiche mondiali. Questo è stato accompagnato da un rapido sviluppo del settore ICT e dall'aumento della banda larga in gran parte del mondo, cosa che ha reso più facile la collaborazione e condivisione mondiale dell'informazione.
Lo sviluppo dell'OA in Brasile, India e Sud Africa mostra molte differenze ed il comune problema di cercare, allo stesso tempo, di rendere più visibile la propria ricerca, e di seguire gli standard di misurazione internazionale basati sull'impact factor e sul numero delle citazioni.
A differenza dei ben conosciuti istituti di ricerca occidentali, molte istituzioni nei paesi in via di sviluppo non sono in grado di negoziare da una posizione di forza con gli editori dominanti.
Potrebbe migliorare la situazione una alleanza dei paesi in via di sviluppo? Che ruolo possono giocare i paesi sviluppati e le organizzazioni internazionali?

Relatori:
Eve Gray (Eve Gray & Associates/Open Society Institute, South Africa), with Susan Murray (African Journals Online) presenting on behalf of Eve Gray
Subbiah Arunachalam (Centre for Internet and Society, Bangalore, India)
Solange Santos (BIREME/PAHO/SciELO, Brazil)
Dev Kumar Sahu (MedKnow, Bombay, India)


Terza sessione: Costi e benefici dell'Open Access: modelli di business ed investimento pubblico

Gli strumenti di accesso gratuito ai risultati della ricerca finanziata da enti pubblici, portano benefici a tutti i soggetti interessati all'interno della comunicazione accademica e scientifica. Il costo nel fornire questi benefici può essere trovato attraverso differenti modelli economici.
Un modello analizzato si basa sul ritorno economico provocato dall'OA a seguito di investimenti pubblici nella ricerca. Altri modelli si basano sul costo sostenuto da una istituzione di ricerca nel mantenere un repository istituzionale, in relazione ai benefici che l'autoarchiviazione da parte degli autori può portare.

Relatori:
John Houghton (Centre for Strategic Economic Studies, Melbourne)
Matthew Cockerill (BioMed Central)
Salvatore Mele (CERN)
Frederick Friend (JISC)

Quarta sessione - Open Access e Open Standards: quale relazione? Il caso del formato Microsoft Open XML

L'accessibilità dell'informazione nei formati elettronici dipende dall'accesso da parte del software appropriato.
I formati documentali testuali sono dominati dal formato di MS Word, ma gradualmente si sta diffondendo la consapevolezza dell'importanza di standard aperti nei formati dei file.
Un importante sviluppo sarebbe la creazione di uno standard ISO per i file dei documenti "d'ufficio".
Dal maggio 2006 Open Documenti Format (ODF) è stato accettato come standard ISO.
In una decisione senza precedenti ISO ha accettato nel marzo del 2008 un secondo standard per i documenti testuali: Open Office XML della Microsoft.
Viene indagata la rilevanza degli standard aperti all'interno del OA, e le cause e conseguenze di una competizione fra i due nuovi standard ISO.

Relatori:
Christian Zier (Federal Office for Information Security)
Stefan Weisgerber (DIN Deutsches Institut für Normung e.V.)

Quinta sessione - Open Data e Reproducible Research: i confini fra Ricerca e Pubblicazione

In molti ambiti scientifici e tecnologici, la ricerca è sempre più basata sui dati pubblicati. I ricercatori spesso pubblicano istruzioni dettagliate o spiegazioni su come riprodurre i loro risultati.
Combinata con un computing sempre meno costoso, questa tendenza può ridurre le barriere di entrata e diminuire il tempo richiesto per riprodurre ed estendere un innovazione.
Questi cambiamenti possono anche modificare il bilanciamento fra i dati collezionati e la loro analisi, così come fra lavoro sperimentale e lavoro teorico.
Questo processo sta avvendendo con poca discussione pubblica e senza ancora delle linee guida condivise universalmente. Vengono mostrati due esempi di riproducibilità della ricerca.

Relatori:
Sergey Fomel (University of Texas at Austin), read by Mark Liberman
Patrick Vandewalle (Philips)

Sesta sessione - Il ruolo delle società scientifiche per l'Open Access

La comunità ha percorso molta strada nel capire quanto cruciale possa essere il supporto degli scienziati e dei accademici per il successo del paradigma OA.
La scientific societies possono essere in una posizione migliore per agire sia come organizzazioni che fanno lobbyng, sia come editori, per convincere i loro membri dei benefici dell'OA.
Il costo legittimo della pubblicazione deve essere suddiviso all'interno di tutte le parti interessate, in maniera sostenibile.
Vengono fatte delle riflessioni su questo, e sulla differenza fra scienze umane e scienze matematico-scientifiche, nel senso che nelle prime può non essere altrettanto chiaro che nelle seconde alcuni aspetti dell'OA.

Relatori:

Ingrid Gogolin (Hamburg University / European Educational Research Association)

Gene D. Sprouse (Stony Brook University / American Physical Society)

Stephen R. Anderson (Yale University / Linguistic Society of America)

Settima sessione - Ponderare l'impatto della ricerca e il costo effettivo: agenzie di finanziamento e le loro politiche verso l'Open Access.

A partire dalla loro missione di promuovere la ricerca, molte agenzie di finanziamento supportano l'OA.
Le agenzie incoraggiano o addirittura richiedono l'archiviazione degli articoli nei repository ad accesso aperto, investendo nella costruzione di una infrastruttura OA. Per assicurare questo, tutti i risultati di ricerca finanziati saranno resi disponibili gratuitamente, alcune agenzie sono pronte a pagare gli editori per la loro assistenza nel processo di deposito.
La questione è capire se il denaro investito nell'OA sia in pari con l'impatto della ricerca ottenuto.

Relatori:

Dieter Imboden (Swiss National Science Foundation)

Theodore G. Papazoglou (European Research Council)

Deirdre Furlong (European Commission)

Ottava sessione - Valutazione, qualità e impatto delle pubblicazioni Open Access.

Relatori:

Susanne Murray (African Journals Online)

Christiane Fritze (Berlin-Brandenburg Academy of Sciences and Humanities)

Julianne Nyhan (European Science Foundation)

Bibliotecari americani: quale è la loro situazione?

Luglio 16, 2008 on 6:32 pm | In Biblioteche | No Comments

Il Department for professional employees ha pubblicato un interessante report sulle figure professionali che lavorano in biblioteca e sull’andamento del loro impiego.

Le proiezioni mostrano che negli USA l’occupazione bibliotecaria è destinata ad aumentare del 13% nel decennio compreso tra il 2004 ed il 2014, in particolare aumenteranno i posti di lavoro per assistenti di biblioteca e per tecnici di biblioteca, piuttosto che per bibliotecari.

E’ segnalata come una tendenza il fatto che il lavoro una volta svolto dai bibliotecari sia oggi svolto dagli assistenti di biblioteca. Si considerano bibliotecari le figure professionali dotate di un Master of Library Science.

Altro dato che emerge è che la popolazione di bibliotecari sta invecchiando, dove il 58% di essi andranno in pensione fra il 2005 ed il 2019 all’età di 65 anni.

Il salario medio nazionale per i bibliotecari è di circa 28.000 euro nel 2005, dove però un direttore di biblioteca può arrivare a guadagnare anche 80.000 euro.

Interessante notare come anche negli USA gli impiegati nel comparto biblioteche sono principalmente donne, e continueranno ad esserlo, visto che il numero maggiore di studenti in scienze bibliotecarie sono donne.

Nel 2006 le donne raggiungevano una percentuale del 84,2% dei bibliotecari, e del 87,9% degli assistenti di biblioteca. Il loro salario è però discriminatamente inferiore di quello dei colleghi uomini, circa l’80% di quello maschile.

Fonte: Fact Sheet 2008 LIBRARY WORKERS: FACTS & FIGURES

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Piano Regionale: pubblicata la proposta per la consultazione.

Giugno 12, 2008 on 9:27 pm | In Biblioteche | No Comments

Finalmente è disponibile nel sito della Regione Sardegna la prima bozza di Piano triennale per i Beni Culturali, gli istituti ed i luoghi della cultura, si trova nella giornata del 22 Maggio

Piano regionale - proposta per la consultazione
Allegato A - la metodologia di fondo nella prospettiva di un piano integrato
Allegato C - analisi proposte e programmi degli Enti Locali

Manca l’allegato B ovvero le Mappe.

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Intervista su Sardegna Digital Library

Maggio 29, 2008 on 12:26 pm | In Biblioteche | 1 Comment

Antonio Pascalis è il responsabile dei siti web della Regione Sardegna, Sardegna Digital Library (di seguito SDL) è l’ultimo progetto da lui curato, un progetto importante con un obiettivo ambizioso: digitalizzare la memoria della Sardegna e rendere universalmente accessibile la cultura e l’identità sarda.
SDL è un sito web di immediata ed intuitiva fruizione, che riunisce i documenti sulla Sardegna in diversi formati multimediali, dalle immagini ai video, dalle pubblicazioni alle registrazioni sonore.

Signor Pascalis, quanto tempo ha richiesto lo sviluppo della SDL, e quante persone sono state coinvolte?
Sono occorsi due mesi di lavoro, e circa 20 persone tra catalogatori, sviluppatori, grafici, esperti di usabilità ed accessibilità.

Il primo approccio potrebbe far pensare a siti come YouTube, per lo spazio principale destinato ai video, mentre la sobrietà ed equilibrio grafico riportano inequivocabilmente al marchio di fabbrica dei nuovi siti della Regione Sardegna. A cosa vi siete ispirati per realizzare la SDL?
Si ci siamo ispirati a YouTube, ma anche a Flickr, alla New York Digital Library, e ad altri siti. Il progetto e’ in continuo sviluppo ed evoluzione, ovviamente agganciato al sistema integrato dei portali della nostra Regione. Presto ci sara’ anche MyDigitalLibrary.

Spesso gli archivi digitali appaiono statici e poco aggiornati, rendendo poco appettibile il ritorno del visitatore. Mentre nella SDL ogni giorno vengono proposti contenuti diversi in prima pagina, dando la sensazione di un canale di informazione. La loro rotazione è casuale oppure esiste una redazione che fa delle scelte, e se si in base a quali criteri?
I contenuti sono gestiti da un sistema misto, alcune parti sono a rotazione casuale, mentre altre vengono gestite direttamente da una redazione.

La struttura reticolare del sito permette di spostarsi agilmente da una informazione all’altra, si possono seguire sia vie più ortodosse basate sulla categoria del documento, che abbandonarsi ai tag e sperimentare la scoperta di materiali inaspettati. Questa rete di relazione avrà richiesto una progettazione accurata, avete utilizzato competenze bibliotecarie o archivistiche, oppure vi siete fatti guidare dalla proverbiale immediatezza del web e delle sue directory?
Anche in questo caso abbiamo seguito una via di mezzo: abbiamo sia consultato degli esperti in materia che applicato la filosofia dello strumento web. L’obiettivo era quello di creare un oggetto "scientifico" che fosse molto comunicativo e divulgativo.

Questa abbondanza di metadati porta la Regione all’avanguardia nella disseminazione di contenuti culturali, avete pensato ad eventuali collaborazioni con altri archivi digitali, ad esempio con Internet Culturale ?
Il sistema e’ progettato per l’esportazione in flussi di dati standard in XML, accettati dalla maggior parte degli altri archivi.

Il web 2.0 vede il successo crescente delle grandi comunità on-line, dove l’utente è sia fruitore che attore, dove il dialogo rende i luoghi virtuali più vivi. Pensate che in futuro sarà possibile utilizzare la SDL per creare la propria rete di relazioni e di contenuti, in un ottica maggiormente partecipativa?
Si, come preannunciavo prima, il passo successivo e’ quello di creare MyDigital Library: una vera e propria comunita’ online dove i singoli cittadini potranno partecipare condividendo i propri documenti, con la possibilita’ di georeferenziarli.

La SDL permette di ascoltare comodamente una canzone nel proprio iPOD, oppure di scaricare un video nel proprio pc per vederlo successivamente. E’ una delle innovazioni più eclatanti per un sito istituzionale, solitamente poco attento a queste possibilità. Come è nata questa idea?
E’ nata naturalmente dalla voglia di creare un sistema integrato di portali, sempre piu’ ricco ed articolato di informazioni. Siamo partiti semplicemente e via via verranno offerti servizi sempre più interattivi. La cosa fondamentale ovviamente è il presidio di questo sistema integrato. Ovvero la presenza di persone che costantemente curano il sistema, senza abbandonarlo a se stesso. Anche la migliore tecnologia senza il presidio non serve a nulla.

Il diritto d’autore è un argomento solitamente spinoso quando si ha a che fare con attività di pubblicazione di opere sulla rete. Avete avuto difficoltà nella gestione dei diritti d’autore? Visto anche l’uso che fate delle Creative Commons, avete ricevuto lamentele dagli editori?
Si tratta di un tema spinoso che però va affrontato. Stiamo muovendo i primi passi sulle Creative Commons. Il nostro obiettivo e’ di convincere gli autori che e’ importante creare regole su come i contenuti vengono messi online, regole che tutelano i fruitori e gli autori di contenuti.

Un sito di questa portata, con centinaia di ore di filmati ed audio, richiederà un notevole investimento di risorse nella qualità della connessione internet, visto anche il numero di utenti potenziali. In alcuni momenti ho sperimentato una certa lentezza nello streaming dei contenuti, pensate di potenziare questo aspetto? Quante visite giornaliere riceve la SDL?
Per noi questo e’ un aspetto molto importante. Gli utenti sono in continua crescita, il punto fondamentale sono gli elevati valori relativi al tempo di permanenza nel sito ed al numero di pagine viste da ogni utente.
Il problema non e’ tanto lo streaming ma i numerosi link all’interno di ogni pagina, infatti ogni link e’ un metadato che fa una query sul database. Stiamo lavorando continuamente per potenziare il sistema.

In conclusione, che futuro vede per la SDL e più in generale per gli archivi digitali, crede che sostituiranno gli archivi, biblioteche e musei tradizionali?
No, continueranno ad esistere entrambi. Sono cose diverse, come e’ diversa la carta stampata dalla TV, dalla radio. Il web e’ un altro canale dove prima o poi andrà a finire tutto, ma non "amazzerà" gli altri canali di comunicazione.

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